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Sigur Ros a Venezia: l'esperienza | Sigur Ros a Venezia: l'esperienza |
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Una nottata difficile da dimenticare, a tu per tu con i nostri islandesi preferiti, prima durante e dopo. La giornata per alcuni, Dario Sigurlotus e Ivano Hafsòl, è iniziata prima delle 6, quando sono partiti in treno alla volla del Lido di Venezia per accaparrarsi gli inviti, prontamente conquistati anche a costo di piccoli trucchetti. Ma si sa che in amore in guerra e in Sigur tutto è lecito. Poi nel pomeriggio la truppa si è rinfoltita con arrivi dalla vicina provincia di Venezia e addirittura da Modena (come si fa a non adorare una persona che chiamata alle 6 a Modena si è scapicollata nel giro di poche ore al Lido prendendo: autobus, 3 treni e un vaporetto!).
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Alle 6 la prima svolta con l’uscita dei nostri amati: Kjartan, Orri, Georg e signora, John Best, il booker (mi ricorderò il nome) e il mimicissimo Vincent Morisset, il regista. Dopo un po’ di inseguimenti molto discreti, una bevutina in un improbabile localino sul mare, a dimostrazione della totale “antidività” dei nostri, e anche per questo, amati, i Sigur si sono portati nell’area cena. Qui siamo stati tipo 3 ore ad aspettarli. Una attesa non vana in primo luogo perchè ci ha permessso di conoscere due nuovi adepti padovani (come se non fossero abbastanza i padovani!!) Francesco e Camilla. Alla fine, quasi alle 11 il mitico booker, dopo averci salutato al’inizio, e 3 ore dopo averci visto ancora lì, totalmente esterrefatto da tanta passione, ci ha concesso, grazie all’intercessione anche del fabolous John Best, la loro presenza! Sono usciti e ci hanno regalato un quarto d’ora, o forse 1 minuto, non saprei dire vista la congestione mentale di cui siamo stati vittima, da ricordare. Abbiamo potuto chiacchierare con tutti. Andy ha potuto parlare con John del nostro progetto sigurros.it e ne ha tratto grandi incoraggiamenti proprio da lui, il manager della band. Chissà, magari potrebbe essere il primo passo per un contatto più approfondito nel prossimo futuro! E poi, gran finale con foto di gruppo! Poi, alle 23 tutti al Casino, Sala Perla, per la proiezione. In sala tutti i nostri beniamini e noi in prima fila come i bravi scolaretti. Il film è stato anticipato da un breve clip, un corto, molto carino, ispirato ai Sigur. Qui una sarta, con l’aiuto di altre due persone, procedevano a scucire e tagliuzzare, togliendo bottoni e toppe da tutti i vestiti più classici indossati dai Sigur nei tempi. Con finale di un uomo che si mette il classico cappello di Orri, lo stesso che porterà anche nel concerto di INNI. La colonna sonora, ovviamente, è dei Sigur, solo strumentale, molto bella. E’ la stessa musica che si sentirà anche nel finale del dvd. John best confiderà poi che is trattava di materiale del 2007 che era finito un po da parte, ma che ha recuperato dal cestino, tipo desktop di windows, per ridargli nuova vita in questo nuovo progetto. E poi il dvd: breve e intenso. Circa un’ora e venti di musica targata Sigur, ma non solo. Tra una canzone e l’altra, infatti, Vincent Morisset ci ha regalato degli spezzoni dalla storia dei Sigur, dai primissimi live tratti da Rokk y Reykjavìk, il documentario islandese che ripercorre la storia meno recente della musica islandese, fino a interviste improbabili, che riviste ora sembrano regalarci dei Sigur anni luce dall’attuale immagine. Il concerto è stato rielaborato in maniera egregia e molto evidente. Vincent Morisset sembra il quinto Sigur in INNI, in quanto ha cercato di riscrivere la propria immagine e il video, come poche volte nella registrazione di un concerto live, irrompe in maniera portentosa nella musica. Lunghe scene in bianco e nero, primi piani vicinissimi (fantastico uno in cui si vede un Orri fare un smorfietta di fatica alla fine di una sessione particolarmente complessa), sgranature. Insomma, Vincent ci regala dei Sigur alquanto inediti, che però non mancano di offrire il loro solito impatto musicale. Come si evincerà anche dal dibattito scatenato dopo-proiezione lungo la strada verso il vaporetto, da parte dei critici musicali quali Ale87 e Carlo, c’è una forte spersonalizzazione del concerto. Nel senso che il posto sarebbe potuto essere qualunque, il momento anche. La scena è presa e rilavorata da zero per allontanare lo spettatore in una dimensione in cui esiste solo la musica dei Sigur. Certo, averlo visto in un teatro, e vicini a loro è qualcosa che rende la fruizione dello stesso unica, ma non mancherà di stupire tutti gli altri che da novembre potranno comprarlo, assieme al doppio dvd live, che, invece, ci regalerà l’intera tracklist dei concerti del’Alexandra Palace, a differenza del dvd in cui è stata fatta una selezione di poco più della metà delle canzoni. Poi, dopo la proiezione, ci è stata regalata anche una sessione di interviste che ci ha regalato delle nuove emozioni, con notizie che se confermate ci renderanno tutti felici. |
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